Grappolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La famiglia Galliano ha origini lontane.

Nel 1790 si trova la prima attestazione scritta nei registri ecclesiastici della nascita di Giovanni, capostipite della famiglia Galliano. Nel 1825 nasce il figlio Domenico che come il padre si stabilisce con la famiglia a Loazzolo.

Era il 1850 quando Giovanni Galliano, al tempo Maresciallo dei Carabinieri, sposato con Donna Enrica, proveniente da un’agiata famiglia torinese, decise di acquistare le prime terre nel comune di Loazzolo.

Anni duri. Si sopravviveva a povertà ed arretratezza, soprattutto in cima alle colline della Langa dove la vita era una lotta quotidiana alla sopravvivenza. Giovanni era un uomo forte e temprato. Aveva viaggiato molto e conosciuto il “mondo”. Ciò gli permise di ampliare i propri orizzonti e la sua indole imprenditoriale lo portò a credere nella coltivazione della vite.

Agli inizi del ‘900 era in possesso di 4 aziende dislocate nella Valle Bormida. Ma la Grande Guerra era alle porte. E quegli anni che Cesare Pavese descrive così amaramente nelle sue opere segnarono anche la storia del piccolo paese di Loazzolo e della famiglia Galliano. Giovanni perde il figlio Carlo.

La moglie di questi, Teresa, proveniente dalla famiglia dei Grea, noti in Valle come gente caparbia e ostinata, dedita al lavoro, non si dà per vinta. Negli anni ’50 apre la locanda in paese e riesce a gestire l’attività da sola crescendo due bambini piccoli.

Appena adolescente, il figlio Giuseppe aiuta la madre nella gestione del ristorante che pian piano diventa uno dei punti di riferimento più importanti nella valle. Per anni Giuseppe e la moglie Germana si dedicano a questo lavoro duro ma pieno di soddisfazioni. Il paese, circondato da boschi e vigneti, è un’attrazione per turisti alla ricerca della buona tavola e della tranquillità.

Carlo, figlio di Giuseppe, studia Enologia ad Alba e nel 1990 ottiene il suo diploma in Enologia. Da subito si cimenta nella vinificazione dell’uva principe della Langa, il Moscato. Agli inizi degli anni novanta con le prime produzioni di uva Chardonnay e Pinot Nero incomincia la sfida del Metodo Classico.

Oggi Borgo Maragliano è un’azienda a conduzione famigliare dove Carlo e Silvia coadiuvati dal prezioso aiuto e sostegno di Giuseppe e Germana gestiscono 21 ettari di vigneto la cui produzione viene vinificata e imbottigliata nella cantina di proprietà a Loazzolo. Un forte stimolo a guardare al futuro è dato dai piccoli Giovanni, Francesco e Federico.La famiglia Galliano ha origini lontane.

Nel 1790 si trova la prima attestazione scritta nei registri ecclesiastici della nascita di Giovanni, capostipite della famiglia Galliano. Nel 1825 nasce il figlio Domenico che come il padre si stabilisce con la famiglia a Loazzolo.

Era il 1850 quando Giovanni Galliano, al tempo Maresciallo dei Carabinieri, sposato con Donna Enrica, proveniente da un’agiata famiglia torinese, decise di acquistare le prime terre nel comune di Loazzolo.

Anni duri. Si sopravviveva a povertà ed arretratezza, soprattutto in cima alle colline della Langa dove la vita era una lotta quotidiana alla sopravvivenza. Giovanni era un uomo forte e temprato. Aveva viaggiato molto e conosciuto il “mondo”. Ciò gli permise di ampliare i propri orizzonti e la sua indole imprenditoriale lo portò a credere nella coltivazione della vite.

Agli inizi del ‘900 era in possesso di 4 aziende dislocate nella Valle Bormida. Ma la Grande Guerra era alle porte. E quegli anni che Cesare Pavese descrive così amaramente nelle sue opere segnarono anche la storia del piccolo paese di Loazzolo e della famiglia Galliano. Giovanni perde il figlio Carlo.

La moglie di questi, Teresa, proveniente dalla famiglia dei Grea, noti in Valle come gente caparbia e ostinata, dedita al lavoro, non si dà per vinta. Negli anni ’50 apre la locanda in paese e riesce a gestire l’attività da sola crescendo due bambini piccoli.

Appena adolescente, il figlio Giuseppe aiuta la madre nella gestione del ristorante che pian piano diventa uno dei punti di riferimento più importanti nella valle. Per anni Giuseppe e la moglie Germana si dedicano a questo lavoro duro ma pieno di soddisfazioni. Il paese, circondato da boschi e vigneti, è un’attrazione per turisti alla ricerca della buona tavola e della tranquillità.

Carlo, figlio di Giuseppe, studia Enologia ad Alba e nel 1990 ottiene il suo diploma in Enologia. Da subito si cimenta nella vinificazione dell’uva principe della Langa, il Moscato. Agli inizi degli anni novanta con le prime produzioni di uva Chardonnay e Pinot Nero incomincia la sfida del Metodo Classico.

Oggi Borgo Maragliano è un’azienda a conduzione famigliare dove Carlo e Silvia coadiuvati dal prezioso aiuto e sostegno di Giuseppe e Germana gestiscono 21 ettari di vigneto la cui produzione viene vinificata e imbottigliata nella cantina di proprietà a Loazzolo. Un forte stimolo a guardare al futuro è dato dai piccoli Giovanni, Francesco e Federico.

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